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16 novembre 2014 | Silvia Carabelli

Jesolo, finale nazionale di serie C1, ultimo atto del Campionato. Le fanfulline scendono in campo elegantissime, sfoggiando un nuovo body studiato ad hoc per l’occasione, con riflessi Swaroski ad illuminarne volto e fisico. Sul più bello però, ad un passo dalla top ten, viene loro a mancare l’energia. L’occasione era ghiotta, come quando tieni tra le mani un boccone prelibato ma all’ultimo te lo soffiano via. I primi tre attrezzi, volteggio, parallele e trave, sono al livello delle migliori, poi il corpo libero gioca un brutto scherzo. La complessità degli esercizi, la voglia di stupire e la mancanza di allenamento hanno tagliato le gambe ad Alessia e Marta. Doppia caduta per le bianconere nella stessa identica diagonale, quella con due salti avanti collegati. Il totale di 196,375 le fa chiudere in tredicesima posizione. Nella finalissima entrano solo le prime 10 e il sogno sfuma così tra le dita delle nostre farfalle. Peccato, perché senza quegli errori insoliti sarebbero entrate in finale ad occhi chiusi!

Eh già, insoliti. Perché quello che è mancato alle tre campionesse è stato un allenamento adeguato. Martedì infatti i contatori della Ghisio sono stati piombati per via dei debiti arretrati del Comune e gli allenamenti non hanno potuto svolgersi con serietà, causa la mancanza di luce e il freddo. Qualsiasi atleta professionista sa cosa significa non allenarsi a dovere ad una settimana dalla gara… figuriamoci se poi si parla di una finale nazionale!

Rosanna Baseggio, tecnico della squadra agonistica, dichiara: “Da un lato sono contenta perché ci siamo confrontate con le élites, dall’altro sono molto dispiaciuta: bastava proprio poco, un soffio per essere nella top ten!”

L’allenatore Stefano Barbareschi analizza in modo lucido: “Ci hanno tradito prima la Ghisio e poi il corpo libero. E’ stata una settimana difficile, a due facce: luce-buio, caldo-freddo, in piedi-a terra, le atlete hanno dovuto saltare persino scuola per allenarsi almeno venerdì mattina, e comunque in una palestra ghiacciata. Abbiamo cercato in tutti i modi di mascherare i problemi degli ultimi allenamenti e siamo arrivati comunque pronti, ma purtroppo questo è uno sport impietoso che si gioca sul filo del rasoio. Avevamo preparato due gare con programmi differenti: la qualificazione con quelli “semplici” e la finale con quelli complessi, ma la voglia di stupire e un eccesso in una sequenza acrobatica ci hanno fregato. In realtà non posso rimproverare niente alle tre portacolori: erano cariche, hanno dato tutto e sono comunque 13esime su 700 società in Italia! Ormai siamo davvero ad un passo dalle migliori. Considerato poi quello che è successo in settimana sono state bravissime a tenere duro. Delle vere guerriere!”.

“Ad un certo punto mi si sono spente le gambe”, commenta Alessia SImoncini alla fine della gara, “Volevo far bene, ma mi sono mancate le forze e ho pasticciato l’esercizio al corpo libero, peraltro in una diagonale che non sbaglio mai! Degli altri attrezzi sono soddisfatta: ho fatto meglio che potevo, nonostante gli allenamenti al buio e al freddo. Mi dispiace perché avevo un programma da finale che mi sarebbe piaciuto sperimentare domenica, ma pazienza, l’anno prossimo mi prenderò la rivincita! Una cosa mi ha fatto piacere – conclude emozionata – le mie compagne mi hanno sostenuto nonostante l’errore. Vi voglio bene. Grazie”.
“Anch’io ho commesso degli errori – le fa eco Arianna Bellan – al volteggio ho sbagliato la rincorsa. Comunque gareggiare con le atlete più forti d’Italia è stato bellissimo e io non mi sono sentita da meno. Ho cercato di dare il massimo in ogni esercizio e sono contenta della mia gara. Anche le mie compagne sono state bravissime: nonostante gli errori, hanno dato il massimo e sono contenta per loro”.
La capitana Marta Uggeri commenta così la sua performance: “Quando ho sentito il sedere a terra mi sono arrabbiata, ma mi sono subito rialzata e ho finito il corpo libero al massimo. Malgrado l’errore, ho fatto una delle più belle gare della mia vita: sono soddisfatta. Purtroppo gli ultimi allenamenti freddolosi e frettolosi hanno influito negativamente su tutta la squadra. Il guaio è che l’anno prossimo passerò alla categoria Juniores – conclude amaramente la dodicenne – e questa per me era l’ultima opportunità”.

Stefano la rincuora senza esitare: “Con questa gara per Marta si chiude un percorso e ne comincia uno più importante: abbiamo l’obiettivo di portare la Fanfulla in serie A”.

A conti fatti, non resta che fare i complimenti alle nostre tre punte di diamante: la Fanfulla non è mai arrivata tanto in alto. Un plauso va sicuramente anche alle mamme, Angela, Monia e Simona, che con trucco e parrucco hanno presentato in gara tre modelle e hanno gioito e sofferto con le figlie, come fossero loro sugli attrezzi. Nemmeno i papà Davide, Vincenzo e Federico si sono risparmiati: tifo da stadio, petardi e fumogeni, trombe e tamburi. Si sono attaccati persino ai riti scaramantici pur di scongiurare un’esclusione dalla finalissima. Hanno provato di tutto e si meritano il titolo di “Fanfullagans” (non violenti ovviamente!).

A sostegno della squadra c’era anche Lisa Uggeri che la prossima settimana dovrebbe cimentarsi insieme a Giorgia Perelli e Benedetta Migliorati nelle finali di Specialità. Ghisio permettendo, s’intende…

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