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30 novembre 2014 | Silvia Carabelli

28-30 novembre 2014, Mortara – Finali Nazionali di Specialità

Le aspettative sono una brutta bestia. Purtroppo ineliminabili dall’animo umano, risultano spesso dannose perché su di esse misuriamo poi gioie e delusioni della nostra vita. Certo nello sport è impossibile non avere obiettivi: senza l’ambizione di vincere, difficilmente si ottengono medaglie. Ma oggi, alle Finali Nazionali di Specialità Junior e Senior, l’asticella era stata posta molto in alto.
Lisa Uggeri, prima classificata alla trave per la categoria Junior nelle qualificazioni di venerdì, puntava alla medaglia d’oro. Benedetta Migliorati, esordiente in categoria e seconda classificata nello stesso attrezzo, aveva la stessa ambizione. Giorgia Perelli, qualificatasi nella giornata di sabato seconda alle parallele asimmetriche e terza al volteggio per la categoria Senior, voleva portare a casa due medaglie, ma aveva a cuore soprattutto l’oro alle parallele, quelle che lei definisce affettuosamente “il suo attrezzo”.
Certo questo sarebbe stato il quadro ideale, ma la realtà, si sa, detesta la perfezione e si diverte ad aggiungere qua e là sfumature di colore. E così va a finire che Giorgia porta a casa un inaspettato bronzo al volteggio, con un punteggio di 13,550 e un secondo salto, lo tzukahara, messo a punto giusto una settimana prima della gara. Nulla di fatto purtroppo invece alla parallela, per via di un tarzan finito male.
Lisa Uggeri, favorita alla trave nella categoria Junior, chiude al secondo posto con un punteggio di 12,750. Venerdì aveva fatto un esercizio perfetto, oggi qualche piccola sbavatura le è costata il primo posto. Benedetta Migliorati, tradita da una caduta dopo il flic salto, finisce quinta. Il nuovo elemento era un rischio necessario da correre per poter competere con le avversarie che avevano una nota di partenza più alta. Purtroppo, non è andata.
A questo punto però, per rendere giustizia alla realtà e condurre un’analisi più obiettiva, occorre togliere di mezzo l’asticella delle aspettative che limita la nostra visuale.
La Fanfulla ha portato in finale ben tre atlete: nella categoria Junior, Benedetta e Lisa sono tra le otto migliori d’Italia alla trave e Benedetta è anche tra le dieci migliori al volteggio; nella categoria senior, Giorgia si conferma leader sia alla parallela che al volteggio. I passi avanti della squadra e di ogni singola atleta sono evidenti, tanto è vero che sui campi di gara si comincia a “vedere” e a “parlare” della società bianconera. A riconferma di ciò, sono arrivati oggi i complimenti di Gianfranco Marzolla, personalità di rilievo nel mondo della ginnastica artistica (ex olimpionico vincitore del bronzo a squadre nel 1960 a Roma e successivamente tecnico della Nazionale Maschile e Femminile), che si è così congratulato con gli allenatori: “Si vedono i frutti del lavoro svolto: oggi avete atlete di qualità!”. Insomma, le fanfulline scalano le classifiche e fanno capolino in competizioni mai frequentate prima. Ed è solo l’inizio: ne vedremo ancora delle belle!

A TU PER TU CON LE PROTAGONISTE

LISA UGGERI
“Oggi mi merito un bell’otto! – dichiara Lisa soddisfatta al termine della gara – Sono salita in trave penultima ed ero la favorita. Tutte le avversarie aspettavano il mio esercizio e sapevo che, se avessi fatto bene, non ce ne sarebbe stato per nessuno. Avevo solo paura di me stessa. Benny ha gareggiato prima di me. L’ho seguita col fiato sospeso: ha fatto un esercizio bellissimo e meritava un punteggio migliore. Poi è iniziata l’attesa del mio turno e più aspettavo, più l’ansia cresceva nel guardare le altre finaliste che eseguivano dei buoni esercizi. Quando è toccato a me la tensione era alta, ma non l’ho dato a vedere: ho mascherato la fifa fin dall’inizio ed è bastato rompere il ghiaccio per trovare la giusta concentrazione. Toccato il suolo e bloccato l’arrivo, ero consapevole di aver fatto una trave da medaglia. Ho abbracciato la mia allenatrice Rosanna e poi Benny, i miei due punti di riferimento, e ci siamo unite tutte e tre a tifare Gio che iniziava la sua finale al volteggio. Sono contenta e soddisfatta del mio punteggio e del risultato perché ho vinto l’argento nella finale, ma mi resta il rammarico di non aver riconfermato il primo posto della qualificazione. Avrei anche voluto al mio fianco sul podio la mia amica Benny perché se lo meritava. Ringrazio tutti, dalla società agli allenatori, da chi mi ha sostenuto ai miei familiari. Questo risultato però lo dedico a me stessa. Sul podio ho rivisto in un flash le fatiche e i sacrifici di tutti questi anni in palestra. Per un attimo voglio godermi il momento, poi vedrò di programmare con i miei allenatori i prossimi appuntamenti”.
BENEDETTA MIGLIORATI
“La tinca è un pesce che vive nell’acqua stagnante dove è difficile vedere bene. Oggi credo che le giurie abbiano visto il mio esercizio con l’occhio della tinca. Sono arrivata in gara convinta, decisa, grintosa, determinata e senza paura…peccato per la caduta! Considerando quello che gli allenatori mi hanno chiesto e quello che ho cercato di dare e di fare sono comunque contenta di averci provato. Lavoreremo insieme e sono sicura che ci rifaremo!!!! Mi rimane l’amarezza di non essere stata giudicata per quello che ho fatto. Ero certa di avere fatto un buon esercizio nonostante la caduta. Sapevo di dovere dare il massimo nel flik salto ma, consapevole del rischio, ho dato tutta me stessa anche per fare bene gli altri elementi, che mi avrebbero permesso di ottenere comunque un buon punteggio…peccato davvero!” Queste le parole di Benedetta, determinata come sempre, ma questa volta con un po’ di amaro in bocca.
“Non sono in grado di dare un voto alla mia prestazione: mi rimetto ai miei allenatori. Volevo solo fare bene il mio ed avere un po’ più di soddisfazione per ripagare i miei sacrifici, quelli dei miei allenatori, della società e dei miei genitori. Consapevole dei limiti accetto comunque il risultato e sono contenta di essermi qualificata tra le prime 8 in Italia ed essere arrivata 5. Per me l’importante non è vincere, ma partecipare, e soprattutto migliorare di giorno in giorno. Sono felice per Lisa e Giorgia, malgrado le sbavature, sono state brave e hanno saputo tenere alto il nome della Fanfulla: anche oggi abbiamo fatto un grande passo avanti.Siamo un bel gruppo, e siamo pronte a fare grandi sacrifici per volare insieme ancora più in alto e ottenere grandi risultati: la serie A ci aspetta!!!”
GIORGIA PERELLI
“Per la parallela mi spiace un sacco: è da tanto che aspetto una medaglia, quello è il MIO attrezzo. – Le parole di Giorgia sono un po’ deluse sulle prime ma poi il sorriso prende il largo -. Comunque la ginnastica è così… in effetti è da una settimana che litigo con il tarzan! Vorrà dire che mi preparerò ancora meglio per l’anno prossimo: non mollo finché non riesco a vincere il titolo! Per il volteggio invece sono contenta. Ribaltata salto è il mio cavallo di battaglia e l’ho eseguito bene, Tzukahara salto invece l’ho messo in piedi questa settimana per avere il bonus di due decimi (n.d.r. all’attrezzo la giuria teneva conto del miglior salto e assegnava due decimi di bonus alle ginnaste che eseguivano un secondo volteggio). E’ andata bene insomma. Una medaglia almeno ci voleva per ripagare lavoro e sacrifici!”
E PER FINIRE, IL PENSIERO DEL COACH, STEFANO BARBARESCHI
“Tre giorni di spettacolo puro. La Fanfulla c’é e si vede: da semplici comparse siamo passati ad essere protagonisti! Una stagione straordinaria, con altri due podi pesanti da mettere in bacheca. Le classifiche delle qualificazioni avevano sentenziato il valore delle nostre portacolori.
Lisa si da 8 ma merita 10: una dimostrazione di forza e di autocontrollo sconcertanti. Si presenta alla finale con il miglior punteggio, lo ripete, e solo una Merelli (Juventus Nova Melzo) in formato serie A, gli sta davanti di pochissimo. STRAORDINARIA comunque!
Giorgia, voleva (anzi volevamo) l’oro alle parallele! Ha sudato e combattuto come pochi alla Ghisio, contro il suo fisico e l’età. Due giorni di gara consecutivi, con competizioni a distanza di poche ore però sono difficili da gestire. In qualificazione ha preso le misure, in finale l’errore che non ti aspetti. Mannaggia, medaglia di legno. Al volteggio una spettacolare Chiara Dalla Vecchia della Fortitudo 1875 non aveva rivali, Gio si merita la medaglia di bronzo a 0,05 dall’argento. Una GLADIATRICE!
Benny, esordiente nel campionato, seconda in qualificazione alla trave e ottava parimerito al volteggio, doveva giocare d’attacco. Con Monica (n.d.r. Vullo) e Rosanna (n.d.r. Baseggio) abbiamo costruito per lei un esercizio che le consentisse di vincere l’oro e c’è mancato davvero pochissimo. Come a basket quando la palla rimbalza sul ferro ma non entra. Peccato sì, ma consapevoli del grande potenziale che questa atleta ha e che saprà certamente dimostrare in futuro. Mi ha colpito la freddezza, segno di consapevolezza, che ha finalmente saputo mantenere su un attrezzo cosi “mentale”! Un esercizio bellissimo che ha rasentato la perfezione. PURA ELEGANZA!
Un plauso immenso lo merita la nostra guerriera Denise (n.d.r. Giangreco), oggi in tribuna a sostenere le sue compagne, che nelle qualificazioni, ha voluto portare a termine a tutti i costi il suo esercizio alle parallele asimmetriche nonostante una fastidiosa e ricorrente infiammazione che le toglie sensibilità e forza al braccio e alla mano sinistra. Una vera COMBATTENTE!
MEDAGLIA D’ORO alla gradinata bianconera del Palamassucchi di Mortara. Dirigenti, tecnici, atlete, genitori, parenti, amici e conoscenti a gremire e scaldare l’impianto. Le ginnaste e noi tecnici abbiamo percepito favorevolmente l’energia che arrivava, SIAMO UNA SQUADRA FORTISSIMA, stiamo crescendo in maniera esponenziale perché si è lavorato bene nel passato e si è costruito con attenzione. Anche chi è rimasto fuori delle finali, penso a Manuela, Arianna, Alice e Chiara, ha dentro la stessa energia: devono solo crederci e tirarla fuori.
I miei più sinceri complimenti a Rosanna che, nell’oscurità del compito dell’allenatore, ha saputo gestire le atlete portandole a questi eccezionali risultati. BRAVA!
Infine una considerazione da giudice prima e tecnico poi: ancora una volta mi trovo in netto disaccordo con il comportamento delle giurie. Invece di premiare chi prova a spingersi verso elementi più difficili e spettacolari, s’insiste nel sistematico metodo di penalizzare all’eccesso. Questo tende a limitare la fantasia di allenatori ed atleti. Portare in gara elementi D, E o F non è conveniente perché, anche su esecuzioni impeccabili, le penalità superano il valore dell’elemento. Si va cosi verso la mediocrità, la monotonia e la bassa spettacolarità degli esercizi. Un unico commento: POLLICE VERSO.”

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  1. dicembre 1, 2014 alle 7:19 am - Giancarlo Carabelli.

    Leggo con emozione ed entusiasmo questo resoconto del l’ennesima giornata di gare della nostra Fanfulla, complimenti all’addetto stampa che scrive con cognizione e sentimento, ripercorro con trasporto le sensazioni del Palamassucchi, le lacrime e i sorrisi di questo splendido ma crudele sport. Come tutti gli sport maestro di vita, di gioie e dolori, di passione e sconforto, di sudore ed impegno, di sacrifici ed impegno per scalare il podio e per affrontare le vicende della vita.
    Riguardando e ripercorrendo gli ultimi articoli e le ultime vicende sportive con successi più o meno aspettati, con risultati più o meno raggiunti, con successi parziali o totali leggo sempre un po’ di rammarico, un po’ di delusione, che nel l’ambizione e nella ricerca del risultato/premio capisco ma non condivido sino in fondo.
    Oggi molto più di ieri, in quest’anno difficile ma determinante per il ns futuro siamo dove non siamo mai stati, ci riconoscono meriti sportivi e societari che sognavamo fino a poco tempo fa, abbiamo una splendida palestra quasi perfettamente attrezzata, un impianto pieno di atlete e atleti tutti i giorni della settimana, allenatori appassionati e motivati, agonisti che condividono sforzi e sacrifici inconcepibili a tanti, stiamo tornando la Fanfulla di cui abbiamo solo sentito parlare.
    Un’energia ed una sinergia di persone che si percepisce solo frequentandoci, e di questo vado e tutti dobbiamo andare fieri, abbiamo fatto insieme grandi passi avanti, ed ora serve ancora uno sforzo, il più grande, siamo arrivati vicini alle porte del paradiso, sportivo e non, il passo più difficile sarà entrarci e rimanerci.
    Per questo e per tanto altro vi chiedo, ringraziandovi per quanto già fatto (dirigenti, genitori, atleti e praticanti), stiamo vicini con impegno e positività, remiamo e sosteniamo i ns ragazzi/e e l’attività , superando gli ostacoli e ponendosi obbiettivi condivisi…. orgoglioso di rappresentarvi, felici emozionarmi per la ns società. Il vs presidente, Giancarlo

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