Archivio per dicembre, 2014

Elena Cusa: che categoria!!! Elena Cusa: che categoria!!! 14 dicembre 2014 - Ambra Ferranti Elena, "la splendente", dal greco antico "torcia", "fiaccola "… la nostra Elena illumina la palestra con la sola presenza. Il sorriso che le brilla sul volto è impagabile. Fonte di gioia, è amata da tutte le compagne. Stregata dalla ginnastica artistica al punto che anche gli infortuni più gravi non l'hanno mai fatta desistere. La passione, più forte anche dei ritmi dell'università, non le ha impedito di prepararsi per questa competizione. A Civitavecchia si chiude la stagione di gare del 2014. Il Campionato di Categoria Juniores/Seniores è, dopo gli assoluti "riservati agli atleti delle nazionali", la più importante competizione della Federazione Ginnastica d'Italia. Con la pioniera Elena Cusa si riapre una porta chiusa da decenni, nessun atleta della Fanfulla aveva più partecipato a questo campionato. "Abbiamo deciso di provare per dare un senso alla stagione – commenta il coach Barbareschi - e anche per ripagare Elena di tutto l'impegno, degli anni di lavoro e sacrifici. Già il bronzo regionale ha reso giustizia e dato fiducia, con il quindicesimo posto della classifica finale siamo davvero contenti, considerando poi che un errore organizzativo non ha consentito la presentazione di un salto al volteggio di valore superiore, il risultato ci va anche stretto". C'è qualche rimpianto? "Il rimpianto da allenatore è semmai quello di averla conosciuta tardi, ho sempre creduto nelle sue potenzialità, abbiamo provato a costruire gli esercizi spingendoci in molte direzioni ma il tempo perso negli anni da allieva le ha impedito di crescere di più. Adesso è tempo di recuperare dagli acciacchi che da tempo la perseguitano, poi vedremo… mai dire mai". Ed Elena…cosa dice? Io sono ancora qua... Eh già. Che esperienza! Sono soddisfatta! Perché già era difficile credere di fare categoria, era una sfida improbabile al solo pensarci, poi ho fatto 2 ottime gare sui 4 attrezzi e nel contesto mi sono sentita all'altezza. Eri agitata? Rispetto alla gara regionale ero più agitata perché non mi sentivo in forma, poi mi sono tranquillizzata perché nelle rotazioni eravamo in poche e mi sembrava quasi un allenamento. Sinceramente mi aspettavo un'organizzazione più imponente… Delusa? Delusa no, beh… era la finale del campionato italiano di categoria, invece sembrava una gara regionale. Soddisfatta? Del risultato assolutamente sì! Come dice spesso il mio allenatore siamo arrivati in doppia cifra, ma senza alcune sbavature si poteva tranquillamente finire tra le prime dieci. Tuttavia, considerando che tra le prime c'erano ginnaste di serie A e alcune in odore di nazionale sono molto orgogliosa della mia prestazione. È stato difficile coniugare preparazione e studio? Ho cercato di ottimizzare i tempi tra università e palestra con grande difficoltà ma con la voglia di prepararmi al meglio perché fare ginnastica è la mia più grande passione. La spalla mi ha dato seri problemi di resistenza e ho fatto davvero fatica, qualche antidolorifico mi ha consentito di finire la gara. Mentre le gambe mi hanno supportato e mi hanno permesso di fare uno dei più bei corpo liberi della mia carriera, poi il bellissimo body che mi ha prestato la mia carissima amica Gio ha fatto il resto. Il tuo allenatore dice che c'è stato un problema organizzativo…Sì, per una mancanza nell'organizzazione non ho potuto eseguire lo tsukahara al volteggio e ho dovuto ripiegare su una semplice rondata, 2 punti in meno per colpa di una pedana troppo morbida. Ma non ho alcun rimpianto. Anzi, ne approfitto per ringraziare: il mio allenatore che ha sempre creduto in me, il Fan Club al seguito che ha viaggiato con me e mi è stato vicino, il presidente che ci ha fornito il pulmino che il conducente Alonso ha guidato fino a Civitavecchia e ritorno, le mie compagne di allenamento che a distanza mi hanno sostenuta. Doverosa, la gratitudine a mamma e papà, che non si sono mai stancati di seguirmi gara dopo gara come fosse sempre la prima volta. Progetti per il futuro? Adesso è già ora di pensare al futuro con la testa da allenatore ma con un sacco di voglia e piacere di allenarsi ancora. Di appendere le scarpette al chiodo non se ne parla nonostante i 20 anni siano prossimi. Vedremo se il fisico mi sosterrà per ripetere ancora questa bella esperienza nel campionato di categoria. Ebbene sì, mi piacerebbe riprovare!!Guarda il reportage fotografico (by Tino)Guarda la classifica Leggi tutto Condividi
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Alquati ai Nazionali di Specialità Alquati ai Nazionali di Specialità 08 dicembre 2014 - Ambra Ferranti Giornata no e il Campione Regionale conclude 15° Campione Regionale al Corpo Libero, Mario Alquati domenica 7 dicembre si è presentato a Mortara per vincere il titolo nazionale. Dopo i risultati delle ragazze di domenica scorsa, non lo nascondiamo, ci si aspettava molto dal campo gara del Pala Massucchi. Certo, sappiamo che Mario non è al massimo della forma, il problema al polso non gli permette di allenarsi al meglio, anzi, spesso lo costringe a un riposo forzato. Tuttavia il campione bianconero ci ha abituati bene: stupire e centrare obiettivi apparentemente impossibili fa parte del suo stile. A Seveso infatti aveva fatto il miracolo: vincere 2° prova e titolo regionale in un colpo solo. Ma il 26 ottobre era stata una giornata sì, una di quelle in cui il polso gli concede una tregua e di quelle in cui arrivi in gara preparato, con il tuo esercizio pronto… questa volta le cose sono andate diversamente, anche perché l'esercizio non era quello che Mario avrebbe voluto portare: "quest'anno non mi sentivo al livello degli altri perché in allenamento non provo mai sulla pedana. Avrei voluto inserire uno Tsukahara, normale o avvitato, o un tabac… tutti salti che riesco a fare sul tumbling. Ma non sulla pedana: la nostra pedana rossa spinge troppo poco. Finché devo preparare i regionali è abbastanza, ma per inserire quei salti non regge. Quindi, sapendo che gli altri finalisti, invece, hanno potuto preparare i loro esercizi su un quadrato analogo a quello di gara, mi sono sentito demotivato". Commenta il tecnico Cabrini: "Non è andata come speravamo un po' perché gli altri sono bravi, un po' perché ieri Mario aveva male al polso. Ma è un problema con cui dovrà convivere per tutta la sua carriera, quindi la partecipazione alla gara non è stata messa in discussione. Ci sono giornate sì e giornate no. A Seveso era sì. Ieri purtroppo no. Mario ha dovuto rinunciare alle sue difficoltà, togliendo i flic dalle diagonali. È salito in pedana già arrabbiato. Tuttavia ha fatto un buon esercizio e infatti i giudici hanno esposto 13.10 come punteggio." A Seveso aveva vinto con 13.30. I primi due a pari merito hanno vinto con 13.55 e, tra l'altro, sono quelli che lui aveva battuto a Seveso: Bronzieri e Pisano. Consolazione e rabbia insieme. Acuita dal solito problema di giuria. Sì, perché Mario avrebbe preso 13.10. In realtà i giudici hanno rettificato il punteggio a posteriori, abbassandolo a 12.65. La storia ha dell'incredibile. Racconta Fausto: "il presidente di giuria Vittorio Allievi è venuto in tribuna a cercarmi per chiedermi se avevo il video dell'esercizio. Aveva un dubbio. Oggetto del dubbio un twist. Visto il video, ha dichiarato di non avere più dubbi. Io ero incredulo: ci hanno abbassato il punteggio a 12.65! Un mezzo punto che vale 10 posti in classifica. Certo, dal 5° al 15°, a noi non cambia niente, eravamo lì per vincere, ma resta il rammarico per una giuria e un regolamento che scricchiola. Io ho visto benissimo che Mario non ha eseguito il twist correttamente, ma se 4 giudici hanno dato quel punteggio e l'hanno esposto per me è valido. Non si può cambiare il risultato a giochi fatti. È come se annullassero un rigore perché l'arbitro ha deciso di guardare la moviola a fine partita". Prossimi obiettivi? "La stagione è finita. Ora si ricomincia a lavorare per l'anno prossimo: vogliamo aggiungere sbarra e volteggio, polso permettendo. Abbiamo un po' di impedimenti per l'attrezzatura che ancora manca alla Ghisio… un sistema di atterraggio che garantisca la sicurezza dell'atleta quando prepara i salti in sbarra. Ma, insomma, siamo 5° in Italia senza una pedana regolare del corpo libero, quindi grande soddisfazione e speranza per il futuro. Al di là del contrattempo siamo molto soddisfatti". Leggi tutto Condividi
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